Feeds:
Articoli
Commenti

Va in pensione (o meglio andrà a sostituire Eldy il pc dei miei genitori) Data il vecchio pc fisso.
Viene rimpiazzato da Lore.

Le scelte che ho fatto per avere un pc gnu/linux (stavolta non solo ubuntu, visto che approfittando dello spazio ho installato ubuntu jaunty 64 bit – ubuntu karmic 32 bit – arch – fedora 11 – sidux) capable:

  • Scheda madre: Gigabyte GA-EP45-DS3L P45 da 86€ andava benissimo anche una qualunque asus AP5Q, ma poi lì a seconda dei modelli qualcosa non funziona etc di contro questa recensione di phoronix abbastanza confortante
  • Processore: INTEL Core 2 DUO E8400 da 130€ secondo me un ottimo processore a un prezzo ragionevole. Volendo risparmiare si può andare su un E5200 o E5300 da 56-65€ e poi overclockare… Ma volendo anche con l’E8400 si fanno cose discrete per ciò che riguarda l’overclock
  • Memoria RAM: 2×2GB Corsair DDR2 da 49€. Rinuncio alle costose ddr3 che avrebbero richiesto un’altra scheda madre per un vantaggio abbastanza esiguo. Volendo risparmiare per 40€ si hanno 2×2 gb corsair ddr2 senza il dissipatore Dual-path Heat Xchange, ma insomma, per 9€ in più…
  • Hard Disk: Western Digital 320gb + Western Digital 750 gb da 36+78€
  • Scheda Video: Gainward 9800GT 512MB da 88 euro. Alcune premesse: le ATI, imho, arrancano ancora rispetto a gnu/linux e mi sento poco tutelato dall’azienda, non sono un videogiocatore quindi non necessito di una scheda video molto potente, usando diverse distro a 32 bit tutta la ram in più della scheda video veniva tolta alla RAM del pc.
  • Masterizzatore dvd pioneer da 24€
  • Case Phoenix Neo ECA3162-BS – black/Silver da 82€ (piuttosto tamarro, si può risparmiare tranquillamente), con alimentatore LC-POWER LC-6600 600W da 38€ e due ventole Nanoxia da 12″ 1250 rpm (27 €), avrei preso le Noctua ma per 40€ il dba era praticamente uguale.

ISDF e titolari

Per il centesimo post in questo blog torno, dopo i precedenti sfoghi [1] [2], a parlare di cose serie.

Mi riferisco a ISDF (International Standard for Describing Functions), lo standard internazionale per la descrizione di funzioni, di cui avevo parlato tempo addietro.

Torno a parlarne perché, dopo l’estate, dovrebbe uscire sulla Rassegna degli Archivi di Stato, la traduzione in italiano (curata da me) di questo standard che, ha differenza di ISAD(G) ISAAR(CPF) e del novello ISDIAH, non sembra far breccia nel cuore degli archivisti italiani.

Una delle persone che, con le sue competenze sterminate in molti campi (motivo per cui reputo sensato il suggerimento), ha contribuito maggiormente alla mia formazione come archivista informatico, mi ha fatto notare come una possibile declinazione italica di ISDF possa essere nel considerarlo una traccia nella stesura di titolari.

Quella che segue è una piccola prova (assolutamente grezza e da affinare) basata largamente su Titulus

Continua a leggere

e ci si pulisca… direbbe Totò ne “I due colonelli”.

Succede che la mia università ha bandito un concorso (a cui, chiarisco, non ho partecipato, va detto  per inquadrare l’ottica di questo post) per “n.1 unità di personale ctg C/1 area delle biblioteche“.

I titoli valutati erano i seguenti:

ART.7 – Saranno valutati i seguenti titoli concorsuali:
1) punteggio del titolo di studi; [nota mia, s'intende il titolo di studio previsto dall'art 2 cioè il Diploma Scuola Secondaria di Secondo Grado]
2) precedenti esperienze lavorative in ambito universitario inerenti la posizione da ricoprire;
3) esperienze e/o qualifiche in ambito informatico;
4) Attestazione di Servizio Civile Nazionale Volontario prestato, purché attinente alle mansioni del posto messo a selezione;
5) Certificazione di Tirocinio Formativo di Orientamento svolto in ambito universitario, purché attinente alle mansioni del posto messo a selezione.

Ora, a mio modestissimo parere, un’università che annoveri fra le sue lauree magistrali un corso in “Scienze Archivistiche, Documentarie e Biblioteconomiche” (fino a poco fa unica laurea specialistica di quel tipo in lombardia), ma che, al momento di cercare personale, valuti alla stregua di kleenex quella laurea (non si parla di titolo richiesto, essendo ctg c1, ma almeno accessorio e valutato) compie un autogol non da poco

E’ da tempo che avrei voluto scrivere di ICA-AtoM (ICA Access to Memory), un software (di cui curo la traduzione, se trovate errori sapete con chi prendervela) con lo scopo di permettere alle istituzioni archivistiche di rendere disponibile in linea il loro patrimonio archivistico, con descrizioni basate sugli standard internazionali (ad esempio ISAD(G), ISAAR(CPF), ISDIAH).

ICA-AtoM è basato su Qubit che è lo strumento aperto per la gestione delle informazioni (Open Information Management Toolkit) sottostante ICA-AtoM.

Qubit è il risultato della condivisione di intenti e di risorse di differenti progetti (ICA-AtoM, Alouette Toolkit, Qubit OAIS) volto a creare una struttura di base sopra cui questi progetti possano poggiarsi.

Qubit (rilasciato sotto licenza libera GPLv2) utilizza diversi componenti open source nell’ottica della modularità e del riuso. I componenti principali sono Symfony (framework php) e Dupral (Content Management System, usato, in questo caso, per la creazione delle schermate di visualizzazione e di modifica e, in futuro, per permettere di costruire facilmente temi di visualizzazione alternativi a quello predefinito).

Continua a leggere

Da qualche mese è cresciuta, nel web, l’attesa per WolframAlpha fino ad invadere i feed che seguo con il recente rilascio dell’alpha disponibile al test.

Wolfram Alpha è un nuovo concorrente (non concorrente perché il target è diverso e yada yada) di google, frutto del lavoro di due anni di Stephen Wolfram e basato sul suo noto software Mathematica, terabyte di dati e linguaggi naturali.

Non mi sono mai interessato ai (fallimentari o quasi, se penso a Cuil o Powerset) motori di ricerca basati su linguaggi naturali. Perché dunque ne parlo?
Perché in una discussione sul funzionamento di Wolfram Alpha, Stephen Wolfram (nel promuovere il nuovo prodotto) ha sostenuto che possa rispondere al 90% delle domande rivolte a un servizio di reference bibliotecario.

Ciò ha sollevato una lunga e interessante discussione sulla mailing list CODE4LIB .

Rimandando ai ben più autorevoli interventi sulla lista mi sorgono alcune domande:

1) Wolfram Alpha risponde solo a domande fattuali?
2) il 90% delle domande di reference sono fattuali?
3) Può essere considerata una risposta corretta una risposta senza fonte?
4) Come si comporta Wolfram Alpha nei casi di risultati non univoci, come (esempi tratti dalla mailing list):
- l’altezza della Torre Eiffel (con o senza antenna)
- la capitale del Sud Affrica (Pretoria esecutiva, Bloemfontein giudiziaria, Cape Town legislativa, come correttamente riporta la vituperata wikipedia)
- risultati differenti nel tempo (capitli del regno d’italia), etc

Articoli precedenti »