Biblioteche, social opac e soci: BiblioCommons

Mi limito a segnalare alcune risorse sull’argomento per poi ritornarci in seguito:

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Liberato Navigating through archives, libraries and museums: Topic Maps as a harmonizing instrument

Con colpevole ritardo, ho notato sul progetto Romeo di Sherpa che la politica di Springer Verlag verso l’open access e il self archiving è piuttosto poco restrittiva permettendo l’archiviazione sia di preprint sia di postprint.

Ho colmato questo ritardo inserendo su E-LIS Navigating through archives, libraries and museums: Topic Maps as a harmonizing instrument, il mio capitolo del libro Charting the Topic Maps Research and Applications Landscape: First International Workshop on Topic Map Research and Applications, TMRA 2005, Leipzig (Germany) October 6-7, 2005, Revised Selected Papers, atti di convegno del convegno di Lipsia TMRA ’05.

Abstract:

The paper deals with the possibility of creating a topic map based system where different sectors of cultural heritage would interact with users, by monitoring the navigation histories of users and the statistics on the searches, in order to authorize variant form of names. The problem of managing different sectors and harmonizing them both from a structural and a semantic view point, by using Topic Maps, is also discussed. With regards to this, we are introducing two projects, which are largely based on the above mention use of Topic Maps.

Full Text (PDF)

Generazione LIS. Call for papers

Vista la mia presenza (per meriti occulti :-D) nel comitato scientifico di Generazione LIS, inoltro il call for papers inviato da Andrea Marchitelli su AIB-CUR:

Siamo lieti di annunciare l’apertura del Call for papers per
Generazione LIS, evento promosso da Biblioteche oggi in collaborazione
con AIB e con il supporto tecnologico del CILEA, che si svolgera’
nell’ambito del convegno delle Stelline edizione 2009.

Generazione LIS e’ un evento destinato ai giovani, a studenti di
biblioteconomia, a ricercatori, bibliotecari e a tutti coloro che
gravitano intorno al mondo delle biblioteche, rigorosamente under 30.
E’ la vetrina ideale per presentare le ricerche, proposte di studio o
progetti in corso che vedono protagoniste le nuove leve della
biblioteconomia italiana.
Sono ammesse anche tesi di laurea, ma sono molto attese ricerche
innovative, proposte di nuovi progetti, analisi di casi, analisi
comparate di servizi, illustrazione di buone pratiche, riflessioni
teoriche di ambito biblioteconomico, bibliografie commentate.

Dal 15 settembre al 30 novembre 2008 e’ possibile sottoporre al
Comitato scientifico proposte di partecipazione a Generazione LIS
attraverso l’invio di abstract.
Tra tutte le proposte pervenute il comitato scientifico selezionera’ i
lavori che verranno presentati durante l’iniziativa.
Sempre con l’intenzione di promuovere la partecipazione dei giovani,
anche per il Comitato scientifico si e’ aggiunto un criterio di scelta
anagrafico: tutti i membri sono al di sotto dei 40 anni.
Gli organizzatori, tenuto fermo questo presupposto, hanno invitato a
prender parte al comitato professionisti, per i quali fosse
dimostrabile, attraverso le loro pubblicazioni, la competenza
scientifica.

Argomenti di potenziale ma non esclusivo interesse sono quelli relativi
a:
* Management e gestione della biblioteca
* Monitoraggio e valutazione dei servizi con particolare riguardo alla
sostenibilità economica e alla customer satisfaction
* Organizzazione degli spazi e architettura delle biblioteche
* Innovazioni nei servizi e nei rapporti con l’utenza
* Aspetti legali relativi all’attività delle biblioteche
* Servizi per particolari categorie di utenza
* Opac, standard catalografici e formati di dati bibliografici
* Preservazione digitale
* Biblioteca 2.0: aspetti tecnici e tecnologici, aspetti organizzativi
e sociali
* Metodologia della ricerca in biblioteconomia
* Internazionalizzazione della professione

Per ulteriori informazioni e l’invio di proposte invitiamo a visitare
il sito <http://conferences.aepic.it/index.php/lis/2009>

Per il Comitato Organizzatore,
Andrea Marchitelli

L’Editoria Cattolica nell’Italia Settentrionale: storia delle editrici e della loro politica editoriale – sessione pomeridiana

Prosieguo della mattinata.

Introduce il prof. Weston che segnala l’importanza della tavola rotonda come sorta di “interoperabilità” delle esperienze che (e qui si rimanda agli interventi della mattina) non può essere isolata se non si vuole rischiare di essere autoreferenziali o di occupare una nicchia senza essere utili in alcun modo nella società del libro e della comunicazione.

Il prof. Zambarbieri parla di due esempi di minieditoria cattolica.
E’ il caso dell’editrica La Locusta, una piccola casa editrice che si identifica nel suo editore Rienzo Colla.
Il caso della Locusta è anche emblematico per la difficoltà nell’accesso dell’archivio, presente, ma “bloccato” da persone che ipotizzando di difendere le proprietà di Rienzo Colla  (ormai anziano), ne negano l’accesso.
Tuttavia viene in soccorso l’archivio di Primo Mozzalari, ispiratore de la Locusta.
Il secondo esempio (un esempio di editoriata cattolica fuori dall’italiano) è la Don Bosco Sha (missionari salesiani in giappone).

Stefano Oliviero: La ricerca sull’editoria scolastico-pedagogica in Toscana: un bilancio sotriografico.
Ricerca sulle pubblicazioni di fine ottocento e inizia novecento nella toscana, in particolare Firenze.
Illustra possibili filoni di ricerca che possono andare dall’editoria pedagogica in generale in toscana, sino allo studio di una singola collana.
Con TeSeo ‘900 ha cercato di aggregare le ricerche locali a livello regionale.
Risulta che nell’Ottocento sono circa 67le case editrici, mentre nei primi del Novecento (fino al 1943) ne nascono altre 36.
Importante anche ocnsiderare quante delle nate nell’ottocento sono ancora vive ()25%) con una durata media di 71,5 (abbastanza alta).
Risultano molto interessanti una serie di grafici che mostrano inequivocabilmente la supremazia di firenze in questo campo rispetto ai contesti vicini.

Giancarlo Coletti presenta, anche in occasione del centenario della libreria, La libreria editrice Coletti di Roma e la sua storia fra continuità e innovazionedopo cento anni di vita (1908-2008).
La presentazione multimediale parte dalle foto del “nonno fondatore” Ernesto Coletti.
Ls libreria Coletti, come molte altre librerie nel ‘900 ha un aspetto commerciale (libreria), ma anche di asa editrice come evidenziato dalle ricerche di Chiara Pelizza.
Giancarlo Coletti guida all’interno della storia della libreria, attraverso una seria di immagini e foto suggestive.
Gli aspetti multimediali sono senza dubbio da valorizzare e, probabilmente, da ripensare all’interno del sistema.

Andrea Menetti, introduce il portale Rebecca Libri.
S’interroga su cosa sia l’editoria religiosa. E sul perché venga presentata. in maniera ciclica, solo una volta all’anno. Un problema  culturale che trova sbocca nell’articolo annuale in cui, magari presentando un grande nome, si citano le cifre di una fetta dell’editoria tutt’altro che trascurabile.
Secondo Gramshi l’editoria religiosa è un’editoria di propaganda, acritica.
L’esperienza a Rebecca Libri, che sta pian piano diventando, un punto di snodo dell’editoria religiosa nazionale, mostra che non tutte le teorie di Gramshi fossero errate. Già all’interndo degli editori religiosi serpeggia la tendenza a pubblicare solo libri che incontrino il favore del proprio pubblico.
Anche per questo è nata Rebecca Libri, per permettere un modo nuovo di comunicare, fornendo direttamente servizi alle librerie.

[…]

Rientrato in possesso del portatile (servito per alcune relazioni) concludo il report.

Roberto Grassi (Regione Lombardia): relaziona sullo stato del portale della cultura della regione Lombardia.
I numeri di beni catalogati è sicuramente importante ed è valida,  in questo senso, l’idea di aggregare le banche dati diverse in un unico portale.
Sviluppi ulteriori sono da ricercarsi nell’integrazione delle risorse catalografiche-bibliografiche (polo regionale SBN), integrare i beni immateriali di AESS, diventare il collettore di catalogazioni, non il monopolista dei dati (la regione promuove e favorisce che i dati siano poi pubblicati anche sul proprio sito, magari integrati in progetti locali).

Don Stefano Russo (Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI): illustra l’organizzazione e la struttura dell’ufficio e dei beni culturali ecclesiastici. Inoltre presenta una serie di diversi progetti, maturati negli ultimi anni:
– inventario dei beni storici archivistici (2,4 milioni di item, 71 inventari completi)
– dal 2007 il censimento delle chiese
– CEIAR gli archivi diocesani
– CEIBIB rete (e polo SBN) di 80 biblioteche ecclesiastiche più 49 biblioteche diocesane
– il progetto Ecumene con lo scopo di permettere alle banche dati precedenti di parlarsi
– infine l’anagrafe delle istituzioni ecclesiastiche

Clara Ragni presenta lo stato dell’archivio storico dell’Editrice La Scuola.
Il lavoro è in corso e produrrà inventari in Sesamo (attualmente inventari sintetici).
La situazione dell’archivio, in seguito ai lavori partiti negli ultimissi anni, è sicuramente migliore e maggiormente valorizzato di molti archivi mancanti all’interno del panorama delle case editrici.
L’archivio si compone di tre grandi sezioni:
– i protagonisti
– enti e associazioni
– tematiche varie
Inoltre, ugualmente importante alla luce delle discussioni della mattinata, la biblioteca storica mantenuti con scopi di conservazione (una copia, scissa dal magazzino).

Sara Lombardi in sostituzione della dott.sa Renata Bressanelli relaziona sui primi lavori sull’archivio dell’editrice Morcelliana (recentemente salito alle cronache, sul Sole 24 Ore, in occasione del suo ritrovamento).
Gli inventari definitivi saranno anche in questo caso in SESAMO, ma nella fase di riordino e prima inventariazione si useranno sistemi più agili (come una volta si faceva con schede mobili, il che ci porterebbe a discutere sul se e sul quanto questi strumenti informatici siano in grado di essere d’aiuto durante il lavoro e non solo alla fine).
Si tratta di oltre 300 metri lineari di materiale, una documentazione inestimabile per la storia della casa editrice. A tal proposito, chiosando le parole con le quali il prof. Pazzaglia ha chiuso la giornata, “bisogna sempre continuare a cercare gli archivi”.

L’Editoria Cattolica nell’Italia Settentrionale: storia delle editrici e della loro politica editoriale

Un po’ di instant blogging.

Convegno:a Brescia sull’Editoria Cattolica (18-19 settembre).

Introduzione del prof. Annibale Zambarbieri: ripercorre gli elementi principali del progetto PRIN sull’editoria cattolica del Novecento. L’importanze degli studi in quest’ambito. Presentazione della futura pubblicazione dei 25 saggi di ricerca su altrettanti case editrice.

La dott.sa Luisa Finocchi (direttrice della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori) introduce l’argomento degli studi sull’editoria. L’importanza del rapporto con gli editori per la conservazione dei loro archivi e della loro biblioteca storica. L’importanza della collaborazione, ma anche della responsabilizzazione delle case editrici.

La dott.sa Lucia Roselli dell’Università di Pavia, ha incentrato il suo intervento sugli archvi privati,  in particolare quelli delle case editrice; sottolineando l’importanza di questa fonte inestimabile nello studio della storia delle case editrici. Tuttavia ha segnalato la difficoltà nell’accesso (archivi mancanti, archvii persi, archivi distrutti perché non c’è cultura dell’archivio), nell’utilizzo (mancanza di strumento di corredo e di riordino), nella coerenza (scarto errato con conseguente rottura del vincolo).

Io mi sono invegendato (slide finite alle 4,30 di mattina) nello spiegare il modello del sistema informativo e nell’illustrare come far emergere la storia delle case editrici a partire dalle loro pubblicazioni, ricostruendo le famiglie editoriali e le famiglie di opere (nell’ottica di FRBR).
Complice lo scarso sonno e il non aver letto l’intervento scritto, ma andando a braccio credo che la presentazione sia stata sufficientemente pessima, a parziale compensazione, le slide sono già disponibili su slideshare.

Conclude la mattinata Fabio Ciotti che illustra le componenti tecniche del sistema. Doveroso il richiamo all’utilizzo di strumenti opensource nei progetti di ricerca e all’importanza di usare documenti XML interrogati nativamente tramite eXist.