Nasce JLIS

A poco ore dalla sua presentazione ufficiale, oggi presso la Biblioteca del Dipartimento di studi sul Medioevo e Rinascimento dell’Università di Firenze, è uscito il primo numero di JLIS (Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell’informazione).

Cos’ha di importante questa rivista?

Che è la prima rivista ad accesso aperto italiana (in italiano e in inglese) nell’ambito delle Library Information Science (sulla mailing list AIB-CUR c’è chi si è interrogato se non sia un clone di altre esperienze: pur sottolineando l’importanza per la diffusione della letteratura scientifica avuta in questi anni dal Bollettino AIB, mi sembra che le differenze e le novità siano evidenti).

Un doveroso ringraziamento credo vada attribuito al prof. Mauro Guerrini, direttore della rivista, per aver promosso e favorito l’iniziativa e a Andrea Marchitelli per averla portata a compimento.

Come sostenevo tempo fa, l’accesso non è solo gratuito ma libero e la licenza degli articoli è semplice e minimale: CC-BY (creative commons attribution).

Nel primo numero ci sono diversi saggi che colpiscono la mia attenzione, sicuramente una menzione particolare va a:

Pecora nera è l’articolo dello scriba di questo blog:  “Descrizioni archivistiche e web semantico, un connubio possibile?” non ve lo consiglio, ma nelle notti di luna piena può essere una cura contro l’insonnia.

Le maschere di inserimento sono semplici, ma excel è veloce (Topincs inside)

Siamo chiari:

le maschere di interfaccia di catalogazione di descrizione o, usando una brutta parola, di metadatazione sono utili… ormai nessuno si sognerebbe di rilasciare un programma di descrizione e catalogazione senza una comoda interfaccia grafica che permetta di inserire i dati cliccando qua e là…

Eppure a volte queste interfacce sono estremamente lente, soprattutto laddove si debbano modificare diverse istanze in sequenza…

Ed è lì che vorremmo che la nostra comoda, ma ingombrante, maschera di data entry si dissolvesse in un semplice foglio di calcolo… con i campi e le relazioni che si distribuiscono in varie celle pronte a essere editate in sequenza.

Che questa sia un’esigenza sentita è rappresentato anche dalle modalità di modifica “bulk” (letteralmente “in grande quantità”) che si stanno diffondendo su alcuni social network come delicious o anobii.

Sicuramente anche il nuovo software di descrizione e inventariazione archivistica (di cui ho accennato in precedenza e di cui si parla in altri lidi) dovrà avere una modalità “tabella” per la modifica rapida delle schede inserite.

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