Nasce JLIS

A poco ore dalla sua presentazione ufficiale, oggi presso la Biblioteca del Dipartimento di studi sul Medioevo e Rinascimento dell’Università di Firenze, è uscito il primo numero di JLIS (Rivista italiana di biblioteconomia, archivistica e scienza dell’informazione).

Cos’ha di importante questa rivista?

Che è la prima rivista ad accesso aperto italiana (in italiano e in inglese) nell’ambito delle Library Information Science (sulla mailing list AIB-CUR c’è chi si è interrogato se non sia un clone di altre esperienze: pur sottolineando l’importanza per la diffusione della letteratura scientifica avuta in questi anni dal Bollettino AIB, mi sembra che le differenze e le novità siano evidenti).

Un doveroso ringraziamento credo vada attribuito al prof. Mauro Guerrini, direttore della rivista, per aver promosso e favorito l’iniziativa e a Andrea Marchitelli per averla portata a compimento.

Come sostenevo tempo fa, l’accesso non è solo gratuito ma libero e la licenza degli articoli è semplice e minimale: CC-BY (creative commons attribution).

Nel primo numero ci sono diversi saggi che colpiscono la mia attenzione, sicuramente una menzione particolare va a:

Pecora nera è l’articolo dello scriba di questo blog:  “Descrizioni archivistiche e web semantico, un connubio possibile?” non ve lo consiglio, ma nelle notti di luna piena può essere una cura contro l’insonnia.

14 thoughts on “Nasce JLIS

  1. Non essere così modesto sul tuo articolo! (cmq per essere sincero: non l’ho ancora letto :-P)
    Prima di addentrarmi nella lettura, volevo solo chiederti se – che tu sappia – la polemica su AIB-CUR ha avuto un seguito, visto che ne parli nel post.

    Poi con calma avremo modo di seguire questa iniziativa che mi sembra interessante (anche se i nomi di Maria Cassella e Graziano Ruffini mi fanno rabbrividire, altro che notti di luna piena….)

    A parte questo, credo che la letteratura biblioteconomica in Italia sia di livello abbastanza basso, e dall’impostazione che vedo (a cominciare dall’open-access) e dal folto (troppo folto?) comitato di redazione, penso che JLIS.it possa essere un bel salto di qualità.

    Seguiremo gli sviluppi!
    Ciao
    Enrico

  2. No, per fortuna quella discussione non ha avuto seguito…

    non perché il dibattito sul senso di una nuova rivista non sia interessante, ma mi sembrava proprio mal posta (non volta alla discussione)…

    Speriamo bene il futuro…

    Le premesse (licenza etc) ci sono, ora tocca ai contenuti (aldilà del mio intendo ;-))

  3. Io invece l’ho letto subito! E “me lo sono scaricato” pure in una cartellina appositamente creata:”JLIS”. Non credo proprio questa rivista sia un ‘doppione’ o qualcosa di simile, come aevo letto in AIB anch’io, anzi ho l’impressione (a parte certi problemi tecnici che ho avuto con l’invio delle news) che sia uno strumento veloce ed efficace (forse qui questa parola tanto abusata ci sta proprio bene!); mi sembra qualcosa, in fondo, di “più semplice” e nuovo, di cui forse c’era bisogno, perchè togliere la ruggine a volte è un po’ impossibile, ed è forse sbagliato insistere…

    • Cara Elettra,

      ho notato la prima notifica vuota, ma credo che ora sia stata sistemata.

      Anch’io ho scaricato tutti i saggi… ecco forse un piccolo miglioramento potrebbe essere avere un PDF scaricabile dell’intero numero…

  4. In effetti all’inizio per un po’ ho cercato proprio un documento unico, forse proprio perchè essendo il primo numero immaginavo qualcosa di unitario, visto che il primo istinto (almeno per me) è conservarlo un ‘primo numero’! Ma, a pensarci bene, sono poi i singoli articoli che destano l’interesse di chi ricerca, non l’insieme

    • @elettra e shaitan: il pidieffone si potrebbe anche fare (anzi, io ne ho uno sul mio desktop), però credo che non sia in linea con l’idea di una pubblicazione online, che secondo me deve diventare più granulare di quanto non lo sia su carta.
      Considerate pure che, uscendo la rivista in OAI-PMH, il fatto che i singoli articoli siano indicizzati e “harvestati” singolarmente permette una migliore diffusione dei contenuti.
      Infine, tanto perché poi mi piace contraddirmi, abbiamo iniziato da un po’ di tempo a ragionare su una disponibilità on demand di una versione cartacea di JLIS.it; non e’ detto che il pidieffone prima o poi non sia disponibile nel più unitario dei modi…

  5. Ciao,
    ringrazio per le parole di apprezzamento (troppo buono!).

    JLIS.it è una novità, per alcuni aspetti; per altri certamente lo è di meno.
    La licenza CC, per esempio (mi fa piacere la si noti) è un segnale di attenzione al Web e ai suoi navigatori: è una formula chiara, che esprime in un linguaggio che sulla Rete si conosce, che cosa si possa fare con i nostri contenuti e che cosa no.
    L’attenzione ai diritti degli autori vorremmo che ci caratterizzasse: il fatto che chiediamo loro di firmare un contratto di edizione che preveda solo la cessione del diritto di prima pubblicazione, lasciando intatti tutti gli altri (per esempio il sacrosanto diritto di fotocopiare un articolo e distribuirlo agli studenti….) è un altro passo su quella strada.

    Vorremmo che fosse una rivista con contenuti di qualità: su questo solo il tempo (e i prossimi numeri) sapranno darci ragione o torto. Certamente per parte nostra ci sforziamo e ci sforzeremo di selezionare seriamente i contributi che ci verranno proposti e se necessario arricchirli attraverso la peer review.
    Nell’impostazione iniziale abbiamo voluto curare il più possibile anche la presentazione della rivista stessa (informazioni più chiare ed estese possibile, architettura informativa comprensibile, un paratesto -digitale- che aiuti sempre a ritrovare, identificare e contestualizzare i nostri contenuti.

    In questo senso ci farà piacere ricevere suggerimenti (e critiche) per migliorare in futuro.

    Vogliamo che sia una rivista innovativa: la scelta di OJS e di alcune soluzioni, tra quelle che permette il software, ci parevano il modo migliore per valorizzare al massimo il medium web che accoglie la rivista. A questo proposito segnalo a Salvatore (il cui articolo ho avuto la fortuna di leggere con un bell’anticipo sulla pubblicazione🙂 la possibilità, dalla sua home page di autore, di verificare e attivare i refback ricevuti dal suo articolo, in maniera che possa dare a tutti indicazioni su una possibile nuova metrica per misurare l’impatto del suo articolo.

    A presto
    andrea

  6. Perdonatemi, (ma sono sempre la meno attenta della compagnia … )
    ma qual’è la ‘periodicità’ della rivista?
    PErchè METTIAMO che uno si sia comprato lo scicchissimo iPAD, …😉
    METTIAMO che parta per il mare…
    e volesse garantirsi la lettura dei prossimi articoli…

  7. Comunque.., seriamente, non sono io che possiedo un iPAD,
    la mia era solo una ‘provocazione’ per capire se qualcuno pensa si legga bene anche sul nuovo strumento

  8. Sicuramente l’aspetto CC e open-access, oltre che l’utilizzo della piattaforma OJS, sono un fiore all’occhiello e un elemento di qualità. Fare letteratura biblioteconomica che non sia open-access suona quasi come una contraddizione.
    Aspettavo con ansia una cosa del genere.
    Unica cosa che mi lascia perplesso: temo che l'”autoreferenzialità” e l'”accademismo” siano trappole forse difficili da evitare: rileggevo la mail di presentazione che Guerrini ha mandato ad AIB-CUR, e il tono pomposo e retorico mi ha un po’ scoraggiato. Giudicheremo sugli articoli veri e propri!😉

    Discorso pdf: la provocazione di Elettra è carina. Non so come funzioni l’iPad, però pensavo al mondo degli e-book reader, e penso come il pdf sia ormai uno strumento elegante ma un po’ rigido. Certo sarebbe bello disporre di formati alternativi per ogni articolo (html, pdf, epub) per garantire maggiore trasportabilità, ma qui mi rimetto alle abilità di Andrea: non so se e come OJS sia in grado di gestire una cosa del genere, e quanto aggravio di lavoro comporti per chi immette o gestisce il giornale.
    Per ora, tanto di cappello: btw, anch’io adoro avere il pdf bello impaginato da stampare🙂

    Magari scriverò a info@jlis.it per avere informazioni più dettagliate – è inutile usare il blog di Salvatore per questo!🙂

    Ciao a tutti!

    • Al volo, sui formati. Il PDF che avete scaricato è generato a partire da un LaTeX; stiamo facendo un po’ di studi sulle possibilità di avere generare formati diversi a partire dalla marcatura strutturata LaTeX, che ci assicura buona resa a livello tipografico.
      Ho appena letto il post di Enrico e sicuramente testeremo Sigil o una qualche alternativa.

      Andrea

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