Conferenza Nazionale degli Archivi – Standard e metadati

Raccolgo l’auspicio di Federico Valacchi di trattare alcuni aspetti della Conferenza Nazionale degli Archivi sul proprio blog (anche per aumentare il così detto buzz intorno alla conferenza).

A tal proposito, anche per sperimentare lo strumento, ho creato una google wave pubblica. Per chi è nella ristretta cerchia di “eletti” ondisti la trova cercando
with:public conferenza archivi

Roberto Grassi ha già dedicato sul suo blog quattro post sulla conferenza, il primo introduttivo, uno sul programma, uno sui numeri e infine (per ora) uno su cosa c’è e cosa non c’è nella conferenza.

Dunque, si diceva, approfondire uno dei tanti argomenti della conferenza e nel mio caso non poteva che essere il workshop “Standard e metadati“.

Nell’impianto e, spero, nei risultati dovrebbe essere un workshop abbastanza tecnico con la discussione anche di soluzioni tecnologiche siano esse formati o modelli di dati da utilizzare nell’ottica dell’interoperabilità e del raccordo con gli aggregatori nazionali e internazionali.

L’organizzazione del workshop in due tavole rotonde riflette proprio questi due ideali punti discussione, negli auspici direttamente collegati: la sfida e le problematiche dell’interoperabilità (la prima tavola rotonda, con interventi su Europeana, Culturitalia, il flusso dei dati verso questi aggregatori, lo standard MAG fin qui usato e il ruolo degli archivi in questo contesto) e le soluzioni fin qui adottate e ipotizzabili in futuro.

A questo farà da cappello introduttivo l’intervento di Stefano Vitali che lancerà spunti su ciò che avviene fuori dall’Italia (anche in prospettiva, come  nel caso di Apenet) e sui punti di snodo, chiavi per l’interoperabilità (come potrebbero essere le liste d’autorità, eventualmente utilizzando il novello eac-cpf che se rispetta i tempi di gestazione dovrebbe uscire dalla beta proprio prima della Conferenza).

Mi auguro che nel workshop ci sia spazio anche per riflessioni (perché no, critiche) sui limiti di alcuni standard attualmente usati, come nel caso di MAG la cui area descrittiva (l’area BIB) risulta forse penalizzante nell’esprimere il contesto archivistico e la strutturazione delle informazioni attraverso i suoi 15 elementi del dublin core semplice.

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