WolframAlpha e le biblioteche

Da qualche mese è cresciuta, nel web, l’attesa per WolframAlpha fino ad invadere i feed che seguo con il recente rilascio dell’alpha disponibile al test.

Wolfram Alpha è un nuovo concorrente (non concorrente perché il target è diverso e yada yada) di google, frutto del lavoro di due anni di Stephen Wolfram e basato sul suo noto software Mathematica, terabyte di dati e linguaggi naturali.

Non mi sono mai interessato ai (fallimentari o quasi, se penso a Cuil o Powerset) motori di ricerca basati su linguaggi naturali. Perché dunque ne parlo?
Perché in una discussione sul funzionamento di Wolfram Alpha, Stephen Wolfram (nel promuovere il nuovo prodotto) ha sostenuto che possa rispondere al 90% delle domande rivolte a un servizio di reference bibliotecario.

Ciò ha sollevato una lunga e interessante discussione sulla mailing list CODE4LIB .

Rimandando ai ben più autorevoli interventi sulla lista mi sorgono alcune domande:

1) Wolfram Alpha risponde solo a domande fattuali?
2) il 90% delle domande di reference sono fattuali?
3) Può essere considerata una risposta corretta una risposta senza fonte?
4) Come si comporta Wolfram Alpha nei casi di risultati non univoci, come (esempi tratti dalla mailing list):
l’altezza della Torre Eiffel (con o senza antenna)
– la capitale del Sud Affrica (Pretoria esecutiva, Bloemfontein giudiziaria, Cape Town legislativa, come correttamente riporta la vituperata wikipedia)
– risultati differenti nel tempo (capitli del regno d’italia), etc

One thought on “WolframAlpha e le biblioteche

  1. A distanza di eoni, ho ritrovato degli appunti che avevo buttato giù questo inverno a proposito di questo, e li pubblico qui:

    Rispondo alle tue domande:
    1) si’
    2) no (qui in realta’ si potrebbero fare degli studi, non ho dati alla mano. Ma su due piedi lo smentisco. In seguito approfondisco)
    3) non pue’ essere considerata verificabile e affidabile
    4) funzione di disambigua

    Il grande clamore nacque da un equivoco. Anzi due:
    1) WA e’ un motore di ricerca: falso. Un motore di ricerca presenta dei risultati e punta alle risorse. WA si limita alla presentazione dei risultati, e si ferma le’. E’ una calcolatrice.
    2) WA e’ un motore di ricerca semantico: falso. E’ un motore computazionale. Per questo cerca solo dati fattuali, e li collega.

    La domanda di cui sopra: le domande di reference sono fattuali? E WA sostituisce il reference di biblioteca?
    Se la domanda al bancone e’ “mi sa dire quanti abitanti ha l’Italia”, allora uno strumento come WA pue’ rispondere.
    Ma al bancone del reference non si chiedono direttamente le risposte, ma gli strumenti per trovarle (e una biblioteca non fornisce risposte, ma solo strumenti per trovarle)
    Per cui alla domanda “quanti abitanti ha l’Italia” il bibliotecario risponde prima con una riformulazione (“quale documento contiene una risposta o un mezzo per trovarla?”) e poi punta al documento: “le porto subito un atlante, un’enciclopedia, un computer con WA”.
    Il fatto che a questo genere di domande rispondano dei sw web agili e rapidi fa se’ che l’intermediazione della biblioteca venga meno, ma non e’ certo WA a creare questo, quanto il web nel suo complesso.

    Much ado about nothing?
    L’hype sembra dimostrarlo: http://www.google.com/trends?q=wolfram+alpha&ctab=0&geo=all&date=all&sort=0

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