Superare la Dewey: la Open Shelves Classification

Generalmente non inserisco nel blog segnalazioni che non includano anche un test pratico, ma può essere che sia ora di inaugurare un nuovo corso…

Circa una settimana fa, Tim Spalding (“inventore” di Librarything) sul suo blog Thingology, ha aperto la discussione su una classificazione che superasse la Decimal Classification Dewey: la Open Shelves Classification.

Pur ringraziando la Dewey di grande utilità in tutti questi anni, Tim Spalding rileva delle difficoltà in un modello di classificazione cha ha le sue radici nella fine ‘800, forse ormai superato, e, soprattutto, in una classifcazione chiusa, blindata e protetta da copyright e trademark.

I capisaldi dell’ipotizzata e futura OSC dovranno essere (traduzione e sintesi mia, si veda l’originale):

  • Libera: sia nell’utilizzo sia nella possibilità di modificarla. Sarà mantenuta presso LibraryThing solo con il comune consenso, il successo di questa classificazione potrebbe implicare lo spostamneto sotto altra “ala”.
  • Moderna: OSC dovrà mappare i moderni modelli mentali e di conoscenza
  • Modesta“: l’ottimo è spesso nemico del bene, l’obiettivo è un buon sistema per la navigazione delle collezioni, non una dissertazione sui massimi sistemi
  • Scritta collaborativamente
  • Affidata collaborativamente

In oltre Tim Spalding aggiungerebbe:

  • Sviluppo progressivo: scrittura livello per livello in un processo pubblico di discussione (e, per usare parole wikipediane, di maturazione del consenso), test, ridiscussione etc.
  • Incentrata sulle biblioteche di pubblica lettura
  • Testata statisticamente: nessuna delle classificazioni attualmente in vigore sembra essere stata testata statisticamente durante il suo sviluppo. Il test dovrebbe riguardre anche il confronto tra la OSC e le altre classificazioni, se un cluster omogeneo (nelle altre classificazione) si disperde in OSC bisogna valutare perché ciò avvenga.

Al momento si è ancora alla ricerca di un Project Leader (per evitare di essere libraything centrici), anche se l’attività è già iniziata nel gruppo di riferimento.

Dal mio punto di vista è sicuramente un’iniziativa che merita la massima attenzione, anche se, a prima vista, mi sembra più orientata al web e a eventuali biblioteche virtuali (dove si potrebbero sperimentare classificazioni multiple, con un effettivo riscontro visivo), rispetto a una biblioteca fisica a scaffale aperto (in particolare quelle universitarie, visto che il focus sembra essere verso le biblioteche di pubblica lettura).

Non ci resta che attendere sviluppi.

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