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Posts Tagged ‘TMDM’

Finalmente dopo molto tempo esce dalla fase di test il progetto CeDECA (Centro Documentale Etnografico di Cultura Appenninica), un progetto a cura del dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia, finanziato dalla Regione Lombardia e dal Gal Oltrepo’, che mi ha coinvolto negli ultimi tre anni.

A una forte fase di modellazione (partita da un laboratorio per un corso e sfociata in una prima esperienza sul campo) che ha impegnato il primo anno (e che ho, immeritatamente, presentato nel convegno Topic Maps Research and Applications ’05, si veda Navigating through archives, libraries and museums: Topic Maps as a harmonizing instrument e inserito in un capitolo della tesi) è seguita una fase di implementazione piuttosto travagliata, ma che finalmente ha partorito un prodotto che definirei dignitoso, a tratti soddisfacente.

Per una breve presentazione del modello, dell’ontologia e di alcune componenti CeDECA rimando al mio intervento di Bari (postpdfslide).

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Credo sia ormai evidente la mia insana passione per le Topic Maps.

Cercherò, brevemente di esemplificare perché mi sono tanto care.

Prima di tutto una precisazione: Topic Maps non significa necessariamente XML (cfr GARSHOL L.M., XTM is not Topic Maps)… Spesso, alla mia proposta di utilizzare le Topic Maps, mi sento rispondere che si preferiscono i database a XML…
Questo equivale a rispondere che si preferisce la frutta a chi chiede se vuoi uscire a cena fuori…

XTM, LTM etc sono solo serializzazioni delle Topic Maps e, in tal senso, ci sono differenti database conformi al 100% (o al 99%) con il modello delle Topic Maps.

Nel caso in esame ipotizziamo di utilizzare un TMDBMS un database basato sulle Topic Maps (per le sue caratteristiche si veda Topic Map DataBase Management System axioms).

E’ notizia di pochi giorni fa il rilascio del nuovo standard nel mondo archivistico: International Standard for Describing Functions [scarica il PDF].

Ipotizziamo dunque di voler aggiornare il nostro vecchio sistema, ISAAR(CPF) compliant, al nuovo standard, che prevede numerose regole (opzionali o meno) da seguire nella descrizione delle funzioni (che diventano entità a sé stanti).

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Una prima bozza di traduzione del glossario delle Topic Maps in italiano.

http://www.chela.it/topicmaps/tmita.html

Lo scopo è quello di fornire una base comune di termini da utilizzare in letteratura soprattutto laddove non sia necessario usare termini standard (i termini standard ISO rimangono quelli inglesi definiti dal TMDM o dal TMRM all’interno della famiglia di standard ISO 13250).

Non è il primo esempio di traduzione del lessico delle Topic Maps: attualmente risultano già disponibili traduzioni in tedesco e in giapponese.

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Andando verso Firenze per relazionare sullo stato del dottorato, leggevo l’articolo di Antonella Mulè su Archivi & Computer 3/2006.

A pag. 57-58 viene sottoposto il problema della qualifica: si suggerisce di evitare l’inserimento all’interno di SIUSA di qualifiche pur corrette (e rispondenti alle ISAAR) se queste non sono significative (ovvero se non si riferiscono alle attività che hanno prodotte le carte poi descritte).

L’esigenze è quella di evitare che in fase di ricerca, selezionando la qualifica avvocato (esempio) si ottenga anche il Fonfo Fortini (che raccoglie le carte dell’avvocato Fortini, ma in qualità di docente universitario, studioso etc.).

Quello suggerito è dunque un lecito workaround, ma che, come tutti i workaorund, nasconde solamente il problema, in questo caso riconducibile a un’imperfezione nel modello dei dati (e nel modello concettuale) usato. Inoltre un simile approccio non permette fusioni con altri standard, o altri sistemi informativi che prevedano l’espressione della qualifica per altri scopi.

Risolvere il problema usando le Topic Maps

Nella mappatura tra ISAAR e il Topic Maps Data Model da me elaborata in seno al dottorato, le qualifiche sono espresse come associazione fra il topic agente e un topic $qualifica, avendo come association type un topic che rimanda al PSI http://www.chela.it/psi/isaar/#isaar_5_2_5 (dunque collegandola alla rispettiva regola isaar).

Dal mio punto di vista si possono inserire tutte le qualifiche senza alcun limite, mentre successivamente si potranno specificare le qualifiche attinenti alle carte conservate come scope note – o in alternativa attraverso reificazione – dell’associazione fra il topic agente e il topic fondo.

In sede di discussione della ricerca, la commissione, mi ha suggerito di prestare estrema attenzione al fine di evitare sovrapposizioni e schiacciamenti fra le qualifiche dell’agente con ciò che può essere inteso come termini di soggetto.
Il monito è assolutamente essenziale: di ritorno da Firenze ho analizzato e verificato la situazione, rammaricandomi in quanto in parte temo sia dettato dalla mia scarsa capacità nell’esprimere le sfumature sottostanti (con orrore mi accorgo che la fusione ormai in atto tra me e il calcolatore sta iniziando a compromettere le mie capacità espressive, quantomeno orali).
L’essere una “qualifica” nel data model proposto è infatti definito dall’association e in particolare dall’association type (che rimanda allo standard ISAAR, ma potrebbe rimandare a altri standard, a codici MARC etc.) e non dal topic $qualifica (che rappresenta il contenuto del relativo codice MARC o, parlando in termini di EAC, il contenuto di <funact> o <funactdesc>).

Rimane da discutere se limitare l’ambito dell’associazione fra agente e fondo sia, concettualmente, accettabile (l’ideale sarebbe esprimere questo dato come type del role dell’agente all’interno dell’association, ma il nuovo Topic Maps Data Model non utilizza più il concetto di ruolo, replicabile, per membro dell’associazione) e sia accettabile dal punto di vita archivistico (in questo caso credo di sì, mentre prevedere dei termini di soggetto per il fondo temo sia di difficile attuazione [non dal punto di vista tecnico, ma teorico], almeno a giudicare dalle reazioni suscitate negli specialisti quando l’argomento scivola verso un’ipotetica “soggettazione dell’archivio”)

Alcuni schemi UML a descrizione della situazione:

blog.png

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