e ci si pulisca… direbbe Totò ne “I due colonelli”.
Succede che la mia università ha bandito un concorso (a cui, chiarisco, non ho partecipato, va detto per inquadrare l’ottica di questo post) per “n.1 unità di personale ctg C/1 area delle biblioteche“.
I titoli valutati erano i seguenti:
ART.7 – Saranno valutati i seguenti titoli concorsuali:
1) punteggio del titolo di studi; [nota mia, s'intende il titolo di studio previsto dall'art 2 cioè il Diploma Scuola Secondaria di Secondo Grado]
2) precedenti esperienze lavorative in ambito universitario inerenti la posizione da ricoprire;
3) esperienze e/o qualifiche in ambito informatico;
4) Attestazione di Servizio Civile Nazionale Volontario prestato, purché attinente alle mansioni del posto messo a selezione;
5) Certificazione di Tirocinio Formativo di Orientamento svolto in ambito universitario, purché attinente alle mansioni del posto messo a selezione.
Ora, a mio modestissimo parere, un’università che annoveri fra le sue lauree magistrali un corso in “Scienze Archivistiche, Documentarie e Biblioteconomiche” (fino a poco fa unica laurea specialistica di quel tipo in lombardia), ma che, al momento di cercare personale, valuti alla stregua di kleenex quella laurea (non si parla di titolo richiesto, essendo ctg c1, ma almeno accessorio e valutato) compie un autogol non da poco

[...] di shaitan Per il centesimo post in questo blog torno, dopo i precedenti sfoghi [1] [2], a parlare di cose [...]
Hai perfettamente ragione, e’ come se l’universita’ consigliasse in vista della ricerca di un lavoro di fare il servizio civile invece che iscriversi ad un corso di laurea (specialistica), che tristezza