L’Editoria Cattolica nell’Italia Settentrionale: storia delle editrici e della loro politica editoriale – sessione pomeridiana

Prosieguo della mattinata.

Introduce il prof. Weston che segnala l’importanza della tavola rotonda come sorta di “interoperabilità” delle esperienze che (e qui si rimanda agli interventi della mattina) non può essere isolata se non si vuole rischiare di essere autoreferenziali o di occupare una nicchia senza essere utili in alcun modo nella società del libro e della comunicazione.

Il prof. Zambarbieri parla di due esempi di minieditoria cattolica.
E’ il caso dell’editrica La Locusta, una piccola casa editrice che si identifica nel suo editore Rienzo Colla.
Il caso della Locusta è anche emblematico per la difficoltà nell’accesso dell’archivio, presente, ma “bloccato” da persone che ipotizzando di difendere le proprietà di Rienzo Colla  (ormai anziano), ne negano l’accesso.
Tuttavia viene in soccorso l’archivio di Primo Mozzalari, ispiratore de la Locusta.
Il secondo esempio (un esempio di editoriata cattolica fuori dall’italiano) è la Don Bosco Sha (missionari salesiani in giappone).

Stefano Oliviero: La ricerca sull’editoria scolastico-pedagogica in Toscana: un bilancio sotriografico.
Ricerca sulle pubblicazioni di fine ottocento e inizia novecento nella toscana, in particolare Firenze.
Illustra possibili filoni di ricerca che possono andare dall’editoria pedagogica in generale in toscana, sino allo studio di una singola collana.
Con TeSeo ‘900 ha cercato di aggregare le ricerche locali a livello regionale.
Risulta che nell’Ottocento sono circa 67le case editrici, mentre nei primi del Novecento (fino al 1943) ne nascono altre 36.
Importante anche ocnsiderare quante delle nate nell’ottocento sono ancora vive ()25%) con una durata media di 71,5 (abbastanza alta).
Risultano molto interessanti una serie di grafici che mostrano inequivocabilmente la supremazia di firenze in questo campo rispetto ai contesti vicini.

Giancarlo Coletti presenta, anche in occasione del centenario della libreria, La libreria editrice Coletti di Roma e la sua storia fra continuità e innovazionedopo cento anni di vita (1908-2008).
La presentazione multimediale parte dalle foto del “nonno fondatore” Ernesto Coletti.
Ls libreria Coletti, come molte altre librerie nel ‘900 ha un aspetto commerciale (libreria), ma anche di asa editrice come evidenziato dalle ricerche di Chiara Pelizza.
Giancarlo Coletti guida all’interno della storia della libreria, attraverso una seria di immagini e foto suggestive.
Gli aspetti multimediali sono senza dubbio da valorizzare e, probabilmente, da ripensare all’interno del sistema.

Andrea Menetti, introduce il portale Rebecca Libri.
S’interroga su cosa sia l’editoria religiosa. E sul perché venga presentata. in maniera ciclica, solo una volta all’anno. Un problema  culturale che trova sbocca nell’articolo annuale in cui, magari presentando un grande nome, si citano le cifre di una fetta dell’editoria tutt’altro che trascurabile.
Secondo Gramshi l’editoria religiosa è un’editoria di propaganda, acritica.
L’esperienza a Rebecca Libri, che sta pian piano diventando, un punto di snodo dell’editoria religiosa nazionale, mostra che non tutte le teorie di Gramshi fossero errate. Già all’interndo degli editori religiosi serpeggia la tendenza a pubblicare solo libri che incontrino il favore del proprio pubblico.
Anche per questo è nata Rebecca Libri, per permettere un modo nuovo di comunicare, fornendo direttamente servizi alle librerie.

[...]

Rientrato in possesso del portatile (servito per alcune relazioni) concludo il report.

Roberto Grassi (Regione Lombardia): relaziona sullo stato del portale della cultura della regione Lombardia.
I numeri di beni catalogati è sicuramente importante ed è valida,  in questo senso, l’idea di aggregare le banche dati diverse in un unico portale.
Sviluppi ulteriori sono da ricercarsi nell’integrazione delle risorse catalografiche-bibliografiche (polo regionale SBN), integrare i beni immateriali di AESS, diventare il collettore di catalogazioni, non il monopolista dei dati (la regione promuove e favorisce che i dati siano poi pubblicati anche sul proprio sito, magari integrati in progetti locali).

Don Stefano Russo (Ufficio per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI): illustra l’organizzazione e la struttura dell’ufficio e dei beni culturali ecclesiastici. Inoltre presenta una serie di diversi progetti, maturati negli ultimi anni:
– inventario dei beni storici archivistici (2,4 milioni di item, 71 inventari completi)
– dal 2007 il censimento delle chiese
– CEIAR gli archivi diocesani
– CEIBIB rete (e polo SBN) di 80 biblioteche ecclesiastiche più 49 biblioteche diocesane
– il progetto Ecumene con lo scopo di permettere alle banche dati precedenti di parlarsi
– infine l’anagrafe delle istituzioni ecclesiastiche

Clara Ragni presenta lo stato dell’archivio storico dell’Editrice La Scuola.
Il lavoro è in corso e produrrà inventari in Sesamo (attualmente inventari sintetici).
La situazione dell’archivio, in seguito ai lavori partiti negli ultimissi anni, è sicuramente migliore e maggiormente valorizzato di molti archivi mancanti all’interno del panorama delle case editrici.
L’archivio si compone di tre grandi sezioni:
– i protagonisti
– enti e associazioni
– tematiche varie
Inoltre, ugualmente importante alla luce delle discussioni della mattinata, la biblioteca storica mantenuti con scopi di conservazione (una copia, scissa dal magazzino).

Sara Lombardi in sostituzione della dott.sa Renata Bressanelli relaziona sui primi lavori sull’archivio dell’editrice Morcelliana (recentemente salito alle cronache, sul Sole 24 Ore, in occasione del suo ritrovamento).
Gli inventari definitivi saranno anche in questo caso in SESAMO, ma nella fase di riordino e prima inventariazione si useranno sistemi più agili (come una volta si faceva con schede mobili, il che ci porterebbe a discutere sul se e sul quanto questi strumenti informatici siano in grado di essere d’aiuto durante il lavoro e non solo alla fine).
Si tratta di oltre 300 metri lineari di materiale, una documentazione inestimabile per la storia della casa editrice. A tal proposito, chiosando le parole con le quali il prof. Pazzaglia ha chiuso la giornata, “bisogna sempre continuare a cercare gli archivi”.

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