Soundtrack per il post: Free Software Song – Richard Stallman
Credo che la definizione “un gnu manifesto per le biblioteche” riassuma tutto il mio pensiero e l’entusiasmo a riguardo: leggendo la presentazione del progetto mi è sembrato di essere catapultato nel 1983 davanti al famoso messaggio di Richard Stallman al newsgroup net.unix-wizards o davanti al gnu manifesto (se mi si perdona il paragone ardito da biblioteconomo eccessivamente entusiasta
).
Le considerazioni alla base di OpenLibrary possono essere riassunte in:
- mancanza di sistemi di cooperazione per biblioteche liberi, aperti e scalabili (con un occhio d’attenzione, quindi, per le biblioteche di piccole dimensioni, scolastiche etc.): i diversi ILS infatti sono pensati maggiormente per la singola biblioteca piuttosto che per la condivisione aperta (è doveroso citare i nuovi ILS interamente web-based come EOSWEB, tuttavia anche in questo caso il target è il singolo, pur inteso come consorzio, rete etc. e non la comunità). Reti come OCLC invece mancano delle caratteristiche di open e free (inteso, in questo caso, sia come parlare libero che birra gratis) e i loro dati sono avviabili solo sotto licenza. Progetti come google book o wikibook appaiono ancora troppo giovani per potersi candidare come sostituti autorevoli;
- quasi l’84% degli utenti cerca informazioni (anche bibliografiche) su internet con motori di ricerca e l’80% di loro ritiene affidabili le informazioni che trova. Questo è un potenziale rischio sia lato utente (non ottengono le informazioni cercate o, banalmente, non trovano il libro cercato) sia lato biblioteche (che diventano così meno rilevanti nella ricerca delle informazioni poiché non consultabili tramite i canali ormai diffusi). OpenLibrary si propone, dunque, di ridurre questa distanza
- sommare competenze e soluzioni diverse a partire da:
- il sito web costruito e mantenuto dall’Internet Archive
- un catalogo centrale unico costruito a partire dal Catalogo della Library of Congress, dai feeds ONIX degli editori e dai libri scanditi (per la polemica scandire, scansionare, scannare si veda l’Accademia della Crusca) dall’OCA (Open Content Alliance);
- struttura colaborativa (wiki) con la possibilità dei partecipanti (istituzioni e biblioteche) di modificare e aggiungere informazioni ai singoli libri;
- una versione multiutente (multibiblioteca) di Scriblio da integrare con OpenLibrary.org: scriblio (ex WPOPAC, in italiano recensito da The Geek Librarian) è un OPAC basato su wordpress ed è stato pensato per singole biblioteche (si veda ad esempio la Lamson Library), tuttavia come wordpress ha una propria versione multiutente (wordpressMU, peraltro alla base proprio di wordpress.com) così la Plymouth State University sta sviluppando una versione multiutente di Scriblio;
- le digitalizzazioni fin qui effettuate dall’OCA, anche queste da integrare e metter a disposizione su OpenLibrary.org;
Credo di aver tediato fin troppo e occupato anche eccessivo spazio, il consiglio è di analizzare i primi passi effettuati (su OpenLibrary.org) e il piano di sviluppo previsto sui due anni direttamente dall’articolo originale (disponibile anche in versione PDF).

[...] 17th, 2007 by shaitan Qualche giorno fa (cfr. openlibrary un gnu manifesto per le biblioteche) avevo illustrato il progetto openlibrary, volto a garantire un accesso libero e condiviso ai [...]
[...] 28th, 2007 by shaitan In precedenza parlando di openlibrary.org avevo citato [...]